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Intervista a Gianluigi Cimmino, amministratore delegato gruppo Pianoforte Holding: marchi Carpisa, Yamamay, Jaked e Miriade

Ho fatto l’intervista in azienda da Gianluigi compagno di studi Universitari perché rappresenta l’eccellenza nei risultati negli ultimi venti anni con oltre 1.000 punti vendita nel mondo con i marchi Yamamay, Carpisa, Jaked, Miriade.

Mi sono ispirato a Gianluigi nel mio percorso professionale del franchising e soprattutto ho iniziato il mio primo lavoro grazie a lui in Original Marines a 23 anni.

Ecco l’intervista per Voi.

Sono stato nella sua fantastica azienda mi sono armato di registratore per l’intervista così come facevamo durante i corsi seguiti assieme  che ho sbobinato tipo studente dopo una lezione in aula ed ho fatto le seguenti domande con le quali ci spingiamo lungo il percorso delle storie di questo libro

Che cosa è per te l’eccellenza Gianluigi?

Per me l’eccellenza è fare al meglio la propria attività nel campo in cui si opera, in cui sei specializzato, cercare di fare al meglio la tua professione, la tua attività. L’eccellenza in senso più ampio per me, nella mia azienda è cercare di far emergere il meglio dalle persone e cercare di valorizzare al massimo il capitale umano che si ha a disposizione.

Un’eccellenza in senso assoluto è il top di quella categoria.

Qual è il tuo colpo migliore con il quale hai raggiunto l’Eccellenza?

Qual è il mio colpo migliore, dici?

La palla corta… scherzo! Penso che la virtù principale sia la curiosità. Se arrivi a traguardi importanti, devi possedere sempre curiosità.

Questa virtù ti fa scoprire nuove tendenze, una nuova idea, un nuovo bisogno, nascono dalla curiosità.

Questa virtù ti permette di fare scelte decisive prima degli altri, poi però ci vuole la perseveranza.

Quando eccelli se perdi la curiosità che poi è legata alla voglia di cambiare, se resti attaccato sempre gli stessi standard, non progredisci.

Non ti domandi fammi vedere come fa quella persona ad esempio.

Ad esempio: domandarsi cosa significa scrivere tanti libri come hai fatto tu Vittorio, qual è il business, come potrei adattare questi modelli alla mia attività.

Questa è una domanda che nasce oggi dalla curiosità e da questa intervista ad esempio.

Che cosa è il black friday per te per la tua azienda per le aziende Retail in generale?

Il Black Friday per un retail diffuso è un doping momentaneo. È una distorsione dei consumi.

Questo fenomeno arriva dal mondo digitale e poi si è diffuso nel fisico se pensiamo ai negozi.

Questo fenomeno è stato importato dal mondo anglosassone.

Noi qui in Italia riportiamo spesso fenomeni di consumo anglosassone, senza però avere le modalità dei consumi anglosassoni, senza avere neanche i volumi di vendita e le quantità di persone anglosassoni e Americani.

Noi in Italia riportiamo questi fenomeni con ritardo anche di dieci anni distruggendo quello che abbiamo realizzato nel mondo fisico.

Se analizziamo i canali dove vengono riportati gli effetti del Black Friday per fare un esempio negli Usa a New York è nato online è stato riportato nei negozi fisici ma se vai a New York nei negozi il giorno del Black Friday non ci sono più le file come un tempo. In Italia questo evento non avendo i volumi Americani ha eroso quote importanti di vendite e marginalità per i Retailers nel periodo prima e nel periodo dopo, tanto per intenderci le vendite del mese di dicembre.

Che pensi del SEO?

È una conoscenza utile e impegnativa ma deve essere integrata da un ottimo CRM aziendale un CRM integrato, fortemente integrato per far dialogare clienti, negozi, protagonisti della filiera distributiva.

Che cosa è un chatbot?

È uno strumento che consente l’automazione dei processi di risposta. Ad esempio è utile per dare risposte immediate e approfondite a clienti, affiliati.

Il sistema di funzionamento di un chatbot è un diagramma di flusso delle risposte che vengono da un robot e non da una persona fisicamente.

E’ molto utile dare tutte le risposte ai clienti che chiedono in tempo reale.

Che pensi di Amazon?

Oggi è una lotta impari tra chi fa Retail fisico e tenta di fare anche l’online e le grandi piattaforme digitali.

Le grandi piattaforme che lavorano sui nativi digitali giocano non sul profitto o sul margine.

Giocano sul valore delle azioni e sulla valorizzazione sulle promesse di medio termine neanche di lungo termine ma di medio termine!

Questo ti porta ad avere delle condizioni di mercato impari. Oggi i grandi sistemi digitali non marginano ma fanno enormi volumi di vendite.

Loro lavorano per la capitalizzazione, il grande business è sulla capitalizzazione di oggi e sulla promessa di domani di essere profittevoli.

E come si diventa profittevoli?

Diventando leader di mercato, acquisendo sempre più quote di mercato, con la promessa che potrai anche aumentare i prezzi e cominciare anche a marginare in seguito. Questa naturalmente è una promessa.

Se si nasce con una struttura fisica ed in Italia e devi dare conto agli azionisti questa è una realtà che esiste davvero, non puoi vendere a zero o vendere una promessa ai tuoi portatori di interessi che tra 3 anni guadagnerai. Soprattutto se gli azionisti sono banche.

Questo è un conflitto che nelle aziende c’è! Anche per quanto riguarda lo sviluppo della parte online.

Nelle aziende tradizionali e trasformare digitalizzarsi per dire non è semplice anche perché pochissimi retailers classici che hanno fatto questa scelta direi quasi nessuno oggi guadagna nell’online.

Se andiamo a mettere tutti i costi di struttura dell’on-line non sempre il conto economico si riesce a farlo quadrare.

Se analizziamo i costi delle vendite dell’online, spesso il costo del lead è superiore al valore della singola vendita, se solo costi e benefici su singola unità e non integro i canali di vendita lo sforzo è notevole ma questo per noi è anche marketing anche se qui in azienda non tutti sono convinti di questo tipo di sforzo.

Questo è il futuro, anzi direi il presente è quello per cui mi batto anche in azienda, ma con cui dobbiamo fare i conti.

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