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Mi chiamo Lorenzo Ait e sono un imprenditore «liquido».

Se il termine ti fa ridere o ti suona bizzarro, sappi che anche tu entro tre anni sarai costretto ad essere un imprenditore liquido. Oggi puoi scegliere di farlo prima o dopo, ma non puoi scegliere se diventarlo o meno, così come non hai mai scelto di passare da un telefono cellulare ad uno smartphone.

Se hai meno di trent’anni, non comprendi questo passaggio ma devi sapere che dal 2007 al 2014 siamo passati da avere una scrivania piena di oggetti sparsi come fogli, calendari, agende, note ad avere un laptop che puoi portare ovunque e che dal 2014 ad oggi quel laptop è diventato piccolo come una rubrica telefonica e non si chiama pià così. Del resto, il termine “piccolo come una rubrica telefonica” non ha più senso, perché la rubrica telefonica per te non è più un oggetto fisico: è un software istallato sui tuoi device. Ecco, appunto, è diventata “liquida”. Gli imprenditori di oggi devono capire che la società liquida non è una scelta e che continuare a svolgere il proprio lavoro come hanno fatto fino adesso li taglierà fuori da quel lavoro come un tassista che consultasse ancora lo stradario invece di “chiedere” all’intelligenza artificiale installata nel proprio telefonino di tracciare il percorso più veloce e con meno traffico.

Non è più una battaglia tra adattatori precoci o tardivi: è una gara a chi innova prima o meglio. L’economia è cambiata. I vecchi modelli non funzionano più. Il percorso di studi non garantisce più un lavoro migliore e meglio retribuito. Il contratto a tempo indeterminato non garantisce più il posto fisso a vita. La pensione è sempre meno una certezza. Il piccolo imprenditore è schiacciato da tasse, burocrazia e dalle multinazionali che producono e vendono a prezzi più bassi. Perché è cambiata l’economia? Perché internet, i social network e la globalizzazione ci hanno fatto entrare nella società liquida. L’individuo è sempre più consumatore e sempre meno persona. L’economia è divenuta LIQUIDA. Anche il lavoro è diventato LIQUIDO. Ma cosa significa a LIQUIDO? Il termine Liquido si rifà al concetto di Modernità Liquida  di Zygmunt Bauman.  

Forse non lo sai ma la società nella quale viviamo viene definita «Società Liquida».

Il concetto di liquido ha dei pro e dei contro.

Ad esempio, l’espressione «L’individuo è sempre più “consumatore” e sempre meno persona» significa all’atto pratico che le multinazionali sanno tutto di noi e che non fai in tempo a parlare di qualcosa al tuo cellulare che sul computer ti spunta il banner che vende quel prodotto: come è possibile? Perché nell’economia liquida tutto è connesso…e lo sarà sempre di più. Tuttavia, oggi hai possibilità che prima non avevi. Prima telefonare a una persona dall’altro capo del mondo costava parecchio denaro, oggi parlare in video conferenza tra Cina Canada e Giappone condividendo documenti, mostrando lo schermo del computer e chattando è una cosa normalissima e gratuita (o quasi). Come è possibile? Perché nell’economia liquida tutto è connesso…e lo sarà sempre di più. Prima dell’avvento della società liquida, se dovevi fare una ricerca su qualcosa dovevi andare in biblioteca, oggi hai google che sa tutto: è gratis, immediato e sempre disponibile. Che ti piaccia o meno, la società e tu stesso che ne fai parte, state andando sempre più in questa direzione: verso la società liquida. Vediamo all’atto pratico come puoi sfruttare questo cambiamento e in cosa ti riguarda. Lavori? Bene! Forse. Perché questo è il periodo storico peggiore per cercare lavoro; tuttavia è anche il migliore per inventarsi un business. Ma tu non vuoi fare l’imprenditore per cui affrontiamo la cosa dal punto di vista “job hunting”. Se oggi cerchi lavoro nel modo tradizionale avrai difficoltà a trovarlo: devi diventare un “professionista liquido”.

Il che significa rinunciare a un lavoro che ti obblighi a passare 8 ore al giorno per 30 anni sempre nello stesso ufficio, lavorando sempre per la stessa azienda e guadagnando in base a quante ore passi in ufficio, per cercarsi piuttosto un lavoro che ti permetta di lavorare dove come e quando vuoi e venire pagato esclusivamente per quel che produci. Puoi avere quanti capi vuoi e puoi lavorare anche a bordo piscina. Tuttavia, se non sai come organizzare questo tipo di lavoro, hai bisogno di imparare a farlo, perché per i tuoi nipoti sarà normale (come oggi per te è normale pensare di trovare lavoro spedendo un curriculum) ma noi siamo la generazione che sta vivendo il cambiamento, per cui dobbiamo imparare delle regole nuove. 

Sei un imprenditore? Meglio! A patto che…

Rendere la tua azienda «liquida» significa anzitutto impostare un modello di business caratterizzato da costi fissi ridotti al minimo e un utile più alto di quello che avresti con un’attività tradizionale. Se non puoi farlo o non ci riesci (o ti rifiuti di farlo e di pensarci), devi perlomeno creare un ramo d’azienda liquido da associare al business che hai già, che lo sostenga. Insomma: fare business è sempre stato difficile e rischioso. Ma oggi lo diventerà sempre di più, grazie alle nuove difficoltà dell’economia liquida.

Un esempio?

Se sei abituato a vendere guardando negli occhi il cliente, presto o tardi perderai quel cliente e a rubartelo sarà uno sconosciuto dall’altra parte del mondo che attraverso delle procedure automatizzate che non hanno bisogno di personale per funzionare, riesce conquistarsi la fiducia del tuo cliente meglio di quanto non abbia fatto tu, con anni di relazioni e chiacchierate dal vivo. E non lo conquisterà solo perché può permettersi un prezzo più basso, ma per tutta una serie di fattori che rendono il business liquido, più competitivo, più adatto alla nostra società: velocità, comodità, immediatezza e ovviamente…costi ridotti, perché mentre tu paghi mura, affitti e personale. Il tuo concorrente dall’altra parte del mondo ha solo costi variabili. E indovina un po’? La maggior parte di quei costi variabili sono proprio quegli investimenti che farà nel marketing e nella comunicazione, che gli permetteranno di sembrare migliore di te e portarti via il cliente. Ma c’è una buona notizia: il tizio dall’altra parte del mondo con un business liquido, puoi essere tu, e non ti serve andare dall’altra parte del mondo, anzi, non devi muoverti di casa. E se pensi che la stia facendo troppo facile è perché ti hanno insegnato a pensarla in questo modo. Ti hanno insegnato che c’è la crisi; bene sappi che la crisi c’è per chi non ha capito come rapportarsi alla società liquida. In una società liquida il lavoro non si cerca più, si crea. E mentre alla maggior parte delle persone viene ancora insegnata la ricerca del posto fisso e il lancio del curriculum vite, ci sono ragazzini che dalle loro camerette guadagnano 10-20-50 mila euro al mese rivendendo prodotti per i quali non hanno neanche le spese di magazzino, perché li spedisce direttamente ai loro clienti un’azienda in Germania con la quale hanno stipulato un contratto facendo click su una pagina online. In pratica: se hai un business tradizionale hai nuove difficoltà che vengono date da questo avvento della società liquida, tuttavia proprio perché siamo nella società liquida (che rende accessibili le tecnologie come mai prima d’ora), oggi ti è data la possibilità di trasformare quelle nuove difficoltà in nuove opportunità. Perché i modelli con i quali siamo cresciuti, sono obsoleti nella economia «LIQUIDA». Occorre un modello di business che funzioni in questa economia. E non si tratta solo di costi: non è (solo) il conto economico che rende liquida un’azienda: un’azienda è liquida  quando ogni area aziendale viene ottimizzata in chiave liquida. Ad esempio il marketing le vendite, cioè il modo in cui strutturi il tuo brand o il modo in cui attrai i clienti, può essere ripensato in chiave liquida. Puoi girare un video col telefonino e per poche migliaia di euro fare più visualizzazioni di uno spot sulle reti nazionali. E a differenza delle reti televisive, puoi decidere che quello spot venga visto solo da consumatori che corrispondano al tuo target di acquisto. E puoi inseguirli e fare in modo che continuino a vedere i tuoi annunci anche quando hanno smesso di cercarti. Le vendite posso diventare liquide e i collaboratori lavorare da remoto e rappresentare un costo esclusivamente variabile (o addirittura non essere umani). Ma conto economico, marketing e vendite non solo le uniche aree che puoi rendere liquide nella tua azienda.

L’erogazione del servizio o del prodotto possono (devono!) essere ripensate attraverso processi di open innovation e creando asset digitali per ripensare il modo in cui la tua azienda opera. In questo modo da un lato innovi il tuo settore e ti posizioni in un modo impossibile da copiare per la tua concorrenza, dall’altro riduci i costi e ottimizzi il servizio. Insomma: nella società liquida, «dove fai business»  non riguarda più il luogo fisico, ma come organizzi i processi. Lo spazio reale è stato sostituito da spazio virtuale.

Oggi più che mai, il business è divenuto liquido e chi nasce in un «ecosistema imprenditoriale ostile» (come l’Italia), può spostare intere aree del business, senza spostarsi dalla scrivania. Un’organizzazione dei processi in chiave liquida permette a chiunque: dalla multinazionale allo startupper che progetta un business dal proprio garage, di sfruttare le sinergie di altri paesi. Puoi produrre in Cina, progettare in Italia, realizzare in India e distribuire in Germania, creando una filiera di valore che premi le eccellenze e le politiche dei singoli paesi. Prima dell’avvento della società liquida questa possibilità era riservata solo alle grandi multinazionali, oggi può farlo chiunque, rendendo il libero mercato, accessibile anche a chi non dispone di capitali.  Questa opportunità può aumentare la giustizia sociale o diventare fonte di ingiustizia sociale e siamo noi che faremo pendere la bilancia da una parte o dall’altra: sii partecipe di questo cambiamento!

Avviando il tuo business liquido, rendendo liquido il business della tua azienda o creando un ramo d’azienda liquido, puoi contribuire a creare valore, nella società liquida.

E se vuoi, possiamo farlo insieme: cercami, non ti lascio indirizzi poiché nella società liquida (piena di social network) siamo tutti connessi. Mandami un messaggio con scritto «Io ci sono» e raccontami di te: saprò che mi contatti perché hai letto queste pagine e creeremo un business liquido. Insieme.

L’AUTORE

Lorenzo Ait, imprenditore romano classe 1980, è il maggiore azionista di LBG Holding, gruppo imprenditoriale che fornisce di team “as a service” per sviluppo tecnologico e lo scale up a startup, acceleratori e fondi di investimento. All’interno di LGB ricopre il ruolo di «strategist». Vive a Palermo con la famiglia (una moglie, due figli) e da li gestisce le sue molteplici attività viaggiando spesso. Pubblica per Rizzoli e dirige una collana editoriale per Flaccovio Editore. 

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