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A prima vista sembra che il tema della digitalizzazione ai giorni nostri sia l’unica trattazione della nuova sapienza capace di creare nuove eccellenze.

Questo libro dal titolo Eccellenze Digitali Italiane non è stato concepito come testo per diffondere il sapere, più vera è la necessità di condividere storie, casi e professioni che grazie al digitale sono diventati riferimento di studio nell’ambito del settore ove competono.

Eccellenza non è quindi il titolo nobiliare tramandato per motivi di nascita bensì il merito conseguito sul campo attraverso l’arte del saper fare nel desiderio di innovare.

Non tutti gli autori che nel libro Eccellenze Digitali Italiane ci hanno onorato delle loro storie, dei loro modelli di business avevano la piena consapevolezza di essere oltre che autori anche attori di una nuova scienza.

Per riconoscere questi uomini e queste donne quali dei veri e propri scienziati ci tocca far ricorso al grande filosofo Aristotele che fu il primo ad avere idee ben precise sulla sapienza.

Infatti, Aristotele è il primo ad osservare che la sapienza, nel significato più eccelso altro non può essere che l’unica scienza meritevole di diffusione e condivisione.

Pertanto, i precursori illuminati che in un dato momento hanno avuto la capacità di cambiare l’essenza dei valori devono essere capaci anche di condividere le loro esperienze al fine di spiegare la nuova verità che concerne i nuovi principi.

Nulla di grandioso si crea all’improvviso.

Le storie raccolte in questo volume Eccellenze Digitali Italiane nascono per la maggior parte di esse dalla sofferenza.

Gli autori per quanto oggi possono essere considerati degli innovatori hanno creato e sviluppato le loro competenze nel modello tradizionale di business.

La capacità che li accomuna a nostro avviso è il desiderio di trasformarsi in modo costante, semplicemente per non far morire mai le proprie emozioni.

Il libro Eccellenze Digitali Italiane vuole avere una presunzione, quella di descrivere prima di tutto l’emotività che ha spinto ogni singolo autore verso la ricerca del nuovo per arrivare all’eccellenza.

Il digitale diventa lo strumento ma in realtà sono le emozioni il fulcro del cambiamento, la ricerca continua, il mettersi in discussione ogni giorno, uscire dalle proprie zone di confort per raccogliere nuove sfide.

Giuseppe, Vittorio e Massimo si definiscono dei semplici aggregatori, i quali condizionati da una spinta emotiva volta alla condivisione, hanno condotto una ricerca durata ben due anni, durante la quale con tutti i loro limiti si sono dati una missione, quella di individuare chi come loro ha fatto del digitale l’unico modello di business perseguibile.

Durante questi anni hanno coltivato relazioni, senza vantaggio alcuno, ponendosi nelle stesse modalità operative dei ricercatori maniacali compulsivi col fine di rendere autorevoli quei progetti d’impresa che del digitale hanno fatto il loro core system.

Secondo i tre aggregatori la sapienza in quanto tale ha una storia o meglio una tradizione, di conseguenza la tradizione rende la sapienza stessa ciclica ecco perché gli uomini giungono ad essa esclusivamente attraverso catastrofi o rivoluzioni.

Quella che stiamo vivendo non è un’evoluzione di sistema bensì una rivoluzione catastrofica di modello operativo rispetto alle nostre abitudini di business e non solo, “ecco perché da soli non riusciamo a vincere il cambiamento”.

L’unica cosa a salvarsi dalle rivoluzioni in realtà sono solo i proverbi, resti di sapienze distrutte, trasmessi dai sopravvissuti ai posteri.

La dottrina dei cicli evolutivi della storia era ampiamente presente nei dialoghi platonici e condivisa dallo stesso Aristotele ecco perché i due filosofi convenivano circa il concetto di sapienza e del ruolo rivoluzionario nelle catastrofi volte al cambiamento.

Allora andiamo alle citazioni di cambiamento che altro non sono dei proverbi da condividere con i posteri…

Platone affermava ogni nuova epoca incomincia quando chi ha deciso di abitare sui monti si è salvato dalle inondazioni.

Aristotele diceva che ogni nuova scoperta serve dapprima a soddisfare i propri bisogni poi per soddisfare il proprio piacere.

“La prima regola negli affari è continuare a fare la cosa giusta” Ronald Cohen.

“Le organizzazioni eccellenti non credono nell’eccellenza ma solo nel miglioramento continuo e nel cambiamento costante,” Tom Peters.

“Devi realmente credere in te stesso e sapere che nel peggiore dei casi se non funziona hai costruito qualcosa di fantastico “Kevine Rose.

“Quando innovi, devi essere preparato a sentirti dire da tutti che stai dando i numeri “Larry Ellison.

“In un’organizzazione dove ha luogo l’innovazione molto spesso le persone ignorano gli ordini “Robert Sutton.

“Voglio lasciare un segno nell’universo “ Steve Jobs.

“Fare l’impossibile è una specie di divertimento “Walt Disney.

“L’efficienza organizzativa non risiede nel concetto miope di razionalità. Risiede piuttosto nella combinazione di lucida logica e potente intuizione. “Henry Mintzberg.

Concludendo:

La riflessione sui modelli di business è nata nell’epoca in cui le prime civiltà iniziarono a scambiarsi beni e servizi, le prime civiltà come quella egizia, romana, maya anche se tendevano alla codifica di questi modelli tendevano alla condivisione delle conoscenze tra gli attori del sistema.

Solo molto più tardi, nei primi anni ‘70, il management è diventato un prodotto “servizio, intervento, consulenza” da vendere molte volte.

Oggi il modello è in pieno cambiamento dobbiamo rifarci a modelli innovativi, le aziende non hanno confini nè luoghi fisici il ritorno al passato paradossalmente potrebbe essere il modello a cui ispirarsi.

Siamo sicuri che la condivisione delle conoscenze attraverso la creazione di un gruppo di eccellenze oltre a farci crescere e migliorare tutti, può essere anche un sistema di marketing innovativo basato sulle conoscenze che ognuno di noi sviluppa ogni giorno durante il suo percorso di vita.

Bisognerà sempre di più essere diversi ma uguali, distinguersi per mantenersi unici, dialogare con il futuro essere i primi e non i migliori.

La cosa bella di questo progetto Eccellenze Digitali Italiane è che abbiamo chiesto a 73 persone di scrivere della propria storia o della propria esperienza; solo due persone hanno rifiutato!

Il primo perché ci ha detto di essere troppo impegnato in questo momento, il secondo perché ci reputa dei concorrenti.. sarà per il prossimo…

Buona Lettura

   Vittorio del Re, Giuseppe Nappi e Massimo Lucidi

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